Non accadrà.

Non ce la faccio più. Il mio cuore sta per esplodere e la mia testa lo seguirà. Il mio corpo vuole mandarmi un messaggio, vuole dirmi di farla finita con questa vita che mi sta facendo a pezzi. Fino a qualche mese fa ero un puzzle di cui potevo recitare a memoria l’immagine, ma forse era solo un’illusione. E adesso sono solo pezzi, pezzi sparpagliati e rotti che non si incastrano più. Mi dicono “hai tutto” perché essere infelice? Eppure io lo sono, eppure ogni volta ogni mattina che mi alzo mi sento morire dentro. Sto morendo dentro ogni giorno. Sto soffrendo come non avevo mai sofferto in vita mia, sto piangendo come non ho mai pianto in vita mia. Sono sola. Perché le uniche persone con cui potevo parlare mi hanno abbandonato, non perché lo vogliano, ma perché sono stanche. Siamo tutte stanche. Ma io sono a pezzi. Il mio corpo non ha più sangue ma ha lacrime ed io non c’è la faccio. Odio la piega che ha preso la mia vita. È un periodo così confuso, incerto, buio. Non vedo la fine, non ho certezze e questo mi distrugge. Sono a pezzi. Sono a pezzi. Devo cercare di reagire, lo so, ma non c’è la faccio. So triste, tanto triste. Soffro tanto, sono sola nel mio letto con gli occhi pieni di lacrime che mi soffocano il respiro, che non mi danno tregua, che si stanno prendendo tutta me stessa. Vorrei un regalo, un regalo dalla vita, una sorpresa una gioia ma non posso parlare, non posso chiedere, altrimenti sembro un egoista. Gli altri hanno i loro problemi e adesso il devo comprendere gli altri perché non voglio essere un peso, voglio alleggerire un peso. Ma vorrei che improvvisamente qualcuno venisse da me è mi dicesse “tieni questo è per te, per renderti felice”. Ma non accadrà.

Annunci

Rinascere

Rinascere, ovvero nascere di nuovo. Letteralmente parlando è impossibile, almeno che il tuo nome non sia Gesù, eppure io mi sento così, rinata.
Rousseau diceva che il luogo e la società influenzano negativamente e o positivamente lo stato d’animo di un uomo, concetto che poi sarà la base del naturalismo di Zola.
L’ho studiato e ripetuto (e ho preso anche 8 🙂 ) ma solo adesso credo di aver capito davvero che cosa intendevano.
Sono stati , gli ultimi 5, i più brutti della mia vita.
Sono stati anni che mi hanno destabilizzato completamente, rendendomi una persona che non riconoscevo più.
Il nervosismo era il mio pane quotidiano. Adesso è l’eccitazione il mio pane quotidiano, la felicità, i progetti, il futuro.
Mi sveglio la mattina senza un mattone sul cuore, mi sveglio felice. E questa sensazione mi è mancata talmente tanto che ho intenzione di stringerla talmente forte e non lasciarla più.
Le cose non vanno sempre bene, lo so.
Le cose saranno difficile, lo so.
Ma la cosa che più ho imparato negli ultimk 5 anni è vivere, stringere i denti, e ho capito che niente è più vero di questo:

what doesn’t kill you, makes you stronger

vuole dirmi basta

Magari un giorno capirò quale sia la chiave della felicità. per il momento sono qua, immobile  e fragile. In un caos assurod che mi circonda, dov’è la chiave per usicre Dov’è il sorriso che avevo? Il coraggio di cui mi vantavo? Le cose che credevo importanti per me le vedo là frantumate per terra, una via d’uscita non c’è.. per tutto questo dolore, per tutta questa rabbia che ho dentro di me che vuole scappare. Allora magari, potrei, incominciare a correre forte, a fermarmi solo quando davvero sarò felice. Potrebbe trattarsi di un viaggio chiamato eternità. Tutto questo dolore che devo reprimere. Non c’è via di uscita. Non c’è.

Le persone si arrabbiano, altre fuggono. Altres non capiscono il dolore che si prova, non è esagerazione. ED intanto sono qui, ferma immobile. Nessun’altro intorno a me, solo lacrime che scendono. E potrei scappare via, in fondo l’ho già fatto , ma domani sera starei ancora qui, e non cambierebbe niente se non aggiungere un’altra ferita al mio fragile e stanco corpo.

Si dice che le persone grasse diventino più forti, allora mia madre direbbe che ne potrei vendere in confezioni extra large, ma allora perchè dentro di me mi sento così fragile? Ogni singola parola amplificata per le mille già dette, ogni singola lacrima non vuole più smettere , vuole dirmi qualcosa, vuole dirmi basta.

La parola “fine”

Non trovo mai abbastanza coraggio per dire fine, addio. Proprio non ce la faccio a mettere fine a certe situazioni, non lo so, ho bisogno di pace, ho bisogno di trovare situazioni adatte a me, ho bisogno di pace. Già l’ho già detto, ma è vero. è questo ciò di cui ho bisogno, e seppure lo cerco lo cerco, non lo trovo, la serenità non fa parte di me.

E sono anche  molto stanca di sentirmi così. Sentirmi sempre vittima delle situazioni ed incapace di agire alle conseugenze delle azioni che agiscono su di me.

Certe volte , anzi sempre, si vorrebbe un manuale delle istruzioni, girare a destra procedere in questa maniera fino a raggiungere l’obiettivo desiderato. Questa sono io. Vorrei questo libro, ma siccome (purtroppo) non esiste, continuo ad affidarmi al destino, al tempo e all’esperienza, e così, da sola scriverò il mio manuale d’istruzioni.

Vorrei poter mettere la parola fine a certi rapporti, a certe situazioni, ma non posso dentro di me continuano a vivere tormentandomi.

Così per il momento metto fine solo a questo post.

Tra color che son sospesi.

A volte ci troviamo sempre troppo occupati a concentrarci sulle cose che ci cirodano senza rifelttere su cosa siano realmente ma fermandoci solo all’apparenza. Questo ci uccide. Ci uccide perché non ci rendiamo conto che le cose sono sempre soggette a soggettivisimo, perdonate il gioco di parole, per farvi capire meglio vi porto una citazione che sicuramente conoscerete “non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace” . Questo perché, possiamo passare la nostra vita a pensare in un modo solo, a trasportare il nostro metro di giudizio di situazione in situazione, a commettere sempre gli stessi errori proprio perché si ha paura di commeterli. Apparentemente sembra un disastro cil che sto dicendo, eppure questo è un pensiero fisso per me.

Posso svegliarmi una mattina e convincermi che tutto ciò che vedo sento e tocco sia in un certo modo, che non cambierà, ma poi, un giorno, tutte le mie convinzioni potranno cadere se ad occhi chiusi mi fiderò di qualcuno che mi farò vedere le cose con occhi diversi. E csì, avrò sprecato la mia vita in un’illusione? Forse la cosa migliore da fare sarebbe prendere una vicenda, una situazione, un rapporto e vedere le mille sfaccettature delle quali non ci accorgiamo, perché il nostro cervello e il nostro cuore anno imparato a ragionare e ad amare in un determinato modo che è chiuso, è nostro, è personale. Chiudo così, non ho una fine. “Tra  color che sono sospesi.”

Ansia

Oggi vi voglio parlare d’ ansia. Ansia. L’ansia che si impossessa di me che vive con me da sempre, diciamo ecco, che non mi fa mai mancare la sua presenza.

Certe cose sono difficili da gestire, da controllare, certe cose purtroppo non riguardono noi e le cose che vogliamo fare, riguardano i rapporti con le persone che amiamo, che ci fa soffrire, riguarda le cose che dobbiamo fare , e quelle che sentiamo di troppo.

Purtroppo ci sono tante cose che ci imprigionano dentro noi stessi, quando sappiamo che dobbiamo fare tante cose, comportarci in una certa maniera, alla fine perdiamo noi stessi. Perdiamo ciò che siamo per amore.

Purtroppo è così, se fossimo noi a decidere come vorremmo le cose, come gestire le cose , quasi come volessimo controllare le persone i rapporti e ciò che avviene intorno a noi.

Ansia. Ansia di non essere mai abbastanza, di non essere mai all’altezza, di non fare mai abbastanza  e di non comportarci mai come dovremmo, e quando vorremmo essere diversi ma non possiamo, perchè dobbiamo essere in un certo modo.

I rapporti sono una prigione, non sarai mai te stesso , e se mai lo sarai, se davvero riuscirai a trovare una persona così, avrai comunque paura.

Ansia, rapporto, paura. Ma anche tanto amore, questa è la nostra vita, l’importante è avere il coraggio e la forza di fare in modo che cose come la speranza, l’amore, l’amiciizia, superino i nostri problemi e le nostre ansie interiori.

Voi, siete come me?

Capitolo 1.

Eccomi qui, ad un computer , a scrivere.

Sono sempre così io, mi troverete sempre così. Sempre a scrivere ad un computer, sempre a lasciare che le mie emozioni, i miei pensieri, le mie parole, possano essere espresse. E vorrei tanto trasmettere queste parole ad un pubblico più grande. Amo scrivere , questo da sempre, e crdo che avrete capito dal titolo che è ciò che voglio diventare ed essere.

Scrivere fa parte di me.

Vi lascio alle mie parole, spero che vi piacerà e che mi seguirete.